Il silenzio di Ada Zapperi Zucker

Su Il silenzio di Ada Zapperi Zucker è stato scritto molto e sempre positivamente (1). Certo è un libro “vincitore”, un “Premio Chianti” 2011, eccellente annata anche per il vino.

Inoltre, dopo quanto ne ebbe a dire lo studioso e normalista Giuseppe Panella in STORIA CONTEMPORANEA n.95: Nella notte solitaria del male, credo non si possa aggiungere altro. Almeno non dal punto di vista  scientifico e di disanima letteraria e linguistica; fu un intervento di altissimo pregio.

Molto resta da dire, invece, sulla scelta della microstoria come lente attraverso cui guardare il farsi degli eventi, sulla virtù dell’ascolto che fa l’autentico scrittore già prima dell’atto dello scrivere, sull’impatto che questo libro ebbe sul territorio del Chianti allora esteso sino al Chianti senese e con un numero di lettori senza precedenti.

Ero componente della giuria tecnica da diversi anni per il Comune Capofila di Greve in Chianti. Ho sempre letto tutti i libri che arrivavano con grande attenzione, non diversamente dagli altri componenti di giuria, rappresentanti degli altri Comuni. Proprio per questo , dalle nostre letture, scaturivano accese e interessanti discussioni per stabilire la cinquina dei finalisti. Solo la giuria popolare avrebbe decretato, come sempre, il vincitore assoluto. Questo libro mise tutti d’accordo: era necessario far conoscere questi fatti, taciuti per troppo tempo. Fu per noi simile a un “armadio della vergogna” (2) espressione coniata per la prima volta dal giornalista  Franco Giustolisi in alcune inchieste per il settimanale l’Espresso.  Il giornalista si riferiva all’esistenza di un armadio, rinvenuto nel 1994 in un locale di palazzo

Cesi- Gaddi (sede di vari organi giudiziari militari) in via degli Acquasparta a Roma con  695 fascicoli

di inchiesta  e un Registro generale riportante 2274 notizie di reato, relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l’occupazione nazifascista. (3)

Ugualmente Il Silenzio fu per me e ,credo, per molti lettori uno shock . La guerra era in quel libro scivolata dentro ognuno di noi e la scoprivamo  una guerra senza confini, da essere chiamata, appunto, mondiale, in orizzontale e filo a piombo nell’anima.

Il Chianti ha da sempre un rapporto privilegiato con i cittadini tedeschi e  promuove lo studio di questa  lingua e cultura. Fu semplice, quindi, comprendere l’universalità del messaggio che non era contro  questo popolo o un altro, bensì contro ogni guerra, contro ogni violenza, mostrandoci le conseguenze sull’innocenza.

Questa fu la prima lezione di Ada Zapperi Zucker. Ci invitò ad assumere uno sguardo ampio e senza pregiudizi. A farci una ragione sul prezzo sempre troppo alto pagato dalle vittime e a lavorare per la pace. Sicché si trovò confusa quando un altro autore finalista, sempre di area alemanna, si infervorò nell’apprendere di non essere il vincitore del Premio 2011. Ma questo è il bello della diretta!

La storia narrata è frutto di fantasia e di ascolto., specie dell’universo femminile nel caso della nostra autrice. La Condizione della donna è sempre stata il nodo da cui si sviluppa la  scrittura di Ada Zapperi Zucker. Direi di grande attualità, specie in relazione con i flussi migratori di oggi. Basti pensare  alla discriminazione e difficile integrazione della migrazione femminile, i conflitti educativo-comportamentali nel processo di occidentalizzazione. Ancora forte è il gap tra teoria e realtà inclusiva e paritaria della donna anche nel civilissimo occidente. Il risultato? Ancora una volta, spesso, il silenzio.

Cosa ne venne? A cosa valse, allora, questo libro? Valse il bene dell’incontro, di quegli incontri che  cambiano la vita e la mantengono realmente viva. Ada Zapperi Zucker, dopo Il Silenzio, pubblica una decina di romanzi o raccolte di racconti, tutti di buon successo, sia fra i lettori di lingua italiana che tedesca, ottenendo diversi altri riconoscimenti di prestigio. Ancora una volta la Giuria Popolare del Premio Chianti non aveva sbagliato. La scrittrice ha mantenuto, inoltre,  diversi rapporti di amicizia e di stima nati dall’incontro generato proprio dal libro vincitore, ad esempio con il dottor Beppe Giannoni, di cui piangiamo la scomparsa, e con Miriam Serni Casalini, la decana tra i lettori della giuria popolare.

Credo , infine, che i libri valgono per la spinta che danno a leggere altri libri, a studiare e a conoscere temi affrontati poco o di fretta. Ognuno avrà fatto il suo percorso, il mio mi ha portato a considerare i confini difficili, i popoli dimenticati , il destino dell’espatriato per forza, le contese da nulla che favoriscono i nazionalismi, questo nella storia. Umanamente è impossibile definire il lascito di questo libro perché è  attuale e lo sarà sino al giorno in cui una sola donna o un solo bambino pagheranno il prezzo delle guerre volute dai signori della guerra in qualsiasi angolo del villaggio umano, finché nel silenzio saranno ancora gli innocenti, ostaggio della ferocia, rabbia e violenza di chi , con presunzione, si dice uomo senza esserne nemmeno l’ombra.

 

Lorella Rotondi

 

 

(1)http://www.edizionialphabeta.it/it/Book/il-silenzio/978-88-7223-115-9

http://www.valdarnotizie.com/attualita/valdarno-in-libreria/%E2%80%98il-silenzio%E2%80%99-di-ada-zapperi-zucker

http://www.interventi.net/index.php/recensioni/345-il-silenzio-di-ada-zapperi-zucker

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/02/24/storia-contemporanea-n-95-nella-notte-solitaria-del-male-ada-zapperi-zucker-il-silenzio/

https://www.manualedimari.it/portale/il-silenzio-di-ada-zapperi-zucker/

https://angelarossiilmioblog.wordpress.com/2016/04/30/ada-zapperi-zucker-il-mio-grande-sogno-scoprire-cosa-si-nasconde-dietro-ogni-essere-umano/

(2) http://it.wikipedia.org/wiki/Armadio_della_Vergogna

(3) http://www.ilgiornale.it/news/politica/sentenza-storica-germania-paghi-vittime-dei-nazisti-1234556.html

(4) Paola d’Ignazi, Rosella Perisi, Migrazione femminile. Discriminazione e integrazione tra teoria e indagine sul campo, Franco Angeli Edizioni, 2004, ristampa 2013.

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